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"Il Wushu è un'eredità culturale del popolo cinese che unisce indissolubilmente in sé gli aspetti del combattimento, dello sport, della conservazione della salute e della concezione filosofica del mondo tipica della tradizione storica e culturale cinese."

La foto del mese

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In quanto disciplina millenaria, il Wushu è molto ricco di contenuti e vario di forme; al suo interno si contano centinaia di scuole differenti con innumerevoli movimenti tattici che agiscono nel contempo da attacco e da difesa. Ognuna di queste scuole possiede caratteristiche e peculiarità proprie che spesso differiscono da quelle di altre scuole sia nella teoria che nell'applicazione.
Vi sono due criteri di suddivisione delle scuole di Wushu, il primo di ordine geografico, il secondo di ordine tecnico. Vi sono le "Scuole del Nord" - della Cina - (beiquan) e le "Scuole del Sud" (nanquan), per le quali viene utilizzato come riferimento geografico di confine il fiume Yangtze.

Le prime sono caratterizzate da posizioni molto basse ed allungate, da movimenti ampi delle braccia e del tronco, da una grande varietà nelle tecniche di gamba, anche volanti, e dall'applicazione di forza esplosiva. Le seconde contengono una predominanza di colpi e parate di braccia, dove le mani adottano le più svariate forme (dall'artiglio dell'aquila o della tigre alla mano a becco di gru, ecc..); le posizioni delle gambe sono più raccolte rispetto a quelle delle scuole del nord ed ogni movimento esprime grande vigore muscolare.

Nella suddivisione basata sulle differenti caratteristiche tecniche troviamo gli "Stili Esterni", che nelle loro espressioni di aggressività lasciano intuire una predilezione per la strategia dell'attacco, e gli "Stili Interni", i quali tramite l'utilizzo dell'energia muscolare guidata dal controllo dell'energia interiore, vedono come strategia principale quella dell'autodifesa. Tali definizioni non sono però applicabili nella totalità dei casi.

 

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